Fake news: le puoi combattere da solo, ecco come…

5 step per evitare di far circolare le bufale online, su Facebook e su altri social
Fake

La battaglia contro le bufale, i titoli ingannevoli e il clickbait comincia da noi. Non dobbiamo attendere che sia Facebook, un telegiornale o un ente governativo a insegnarci qual è la verità. Come adulti ed elettori consapevoli, possiamo capire da soli se una notizia è palesemente falsa o meno. Oppure se ha una base di verità ma è stata volutamente esagerata per acchiappare clic.

Ecco una semplice lista di ciò che possiamo fare per combattere la diffusione delle bufale su Internet.

1. Leggi prima di condividere

Secondo uno studio della Columbia University, il 59% degli utenti di Facebook condivide una notizia senza averne prima letto il contenuto. La viralità delle informazioni, più o meno accurate, si basa dunque solo sul titolo, che spesso è completamente fuorviante rispetto al contenuto dell’articolo.

Il sito satirico The Science Post ha pubblicato un pezzo proprio allo scopo di dimostrare questa teoria. Il titolo era: “Studio: il 70% degli utenti di Facebook legge solo il titolo degli articoli scientifici prima di commentare“. All’interno del pezzo, subito dopo l’attacco, il contenuto era scritto completamente in “lorem ipsum”, un generatore di testi casuali: utilizza le parole della lingua latina, ma è completamente privo di senso.

Ad oggi, ha ricevuto più di 57mila condivisioni.

Prima di condividere un articolo, leggiamone attentamente le parole. Cerchiamo di capire se il titolo è fuorviante o esagerato, rispetto al contenuto effettivo. E soprattutto facciamo attenzione alla fonte: se l’articolo non ne indica, o a sua volta rimanda a un sito web di dubbia affidabilità, scartiamo l’articolo ed evitiamo la condivisione.

2. Poniti queste 3 domande

Non sei ancora completamente sicuro se una notizia sia falsa o meno? Ecco una lista di 3 domande da porti prima di condividere un link:

  1. L’URL del sito web su cui è pubblicato ha un’estensione bizzarra? L’URL è l’indirizzo di ogni pagina presente sul web. In genere, i siti di news più affidabili avranno un’estensione .it, .com o, più raramente, .eu e .net. Se ti ritrovi con estensioni del tipo “.co” o “.su”, forse è il caso di ricontrollare la fonte.
  2. La data è aggiornata? A volte, notizie vere, ma risalenti a diversi anni fa, vengono ricondivise con un titolo urlato, al solo scopo di ingannare i lettori. Facciamo un esempio: “Il Presidente del Consiglio ha approvato un nuovo aumento delle tasse”. Tutti sono portati a credere che si tratti del Presidente del Consiglio attuale. A volte, però, dietro tale dicitura si nasconde una notizia vecchia riproposta. E magari il fatto è avvenuto 5/6 anni prima. O addirittura in un altro Paese.
  3. Le citazioni inserite sono rintracciabili? Capita spesso di vedere false citazioni circolare in rete. Come nel caso di Gentiloni (che vi abbiamo raccontato). Qui, per verificare le informazioni, possiamo usare un semplice trucco. Copiate la citazione e incollatela su Google, mettendo delle virgolette all’inizio e alla fine del testo. In questo modo, saprete immediatamente se la citazione è riportata anche su altri siti di informazione, più affidabili del primo. Una strategia che potete usare anche per le altre notizie: fate sempre una ricerca su Google, prima di condividere.

3. Segnala le notizie false

Una volta accertata la falsità di un contenuto, segnalate il fatto a Facebook. Si tratta di un procedimento piuttosto semplice. Clicca sul triangolino rovesciato, che vedi in alto a destra, sui post di Facebook:

Fake 1

Comparirà questo menù a tendina:

Fake 2

Cliccando su Segnala post, appariranno i seguenti pop-up:

Fake 3

Fake 4

Il procedimento è più semplice di quanto appaia: è più facile segnalare una notizia falsa, che spiegarne il procedimento.

4. Crea una lista di fact-checker

Esistono siti web e giornali specializzati in fact checking, nel controllo cioè della veridicità delle informazioni che si basa sull’utilizzo di dati e fatti estrapolati da fonti ufficiali e affidabili. Si tratta di una pratica molto diffusa negli Stati Uniti, ma che anche in Italia ha cominciato a prendere piede.

C’è per esempio Pagella Politica, che ha uno staff di professionisti di cultura e provenienza diverse, che analizza le bugie (o presunte tali) dei rappresentanti politici. E anche le bufale che circolano online.

C’è il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), che si occupa soprattutto di occultismo, presunti misteri, fenomeni paranormali. È stato fondato da Piero Angela.

Ci sono poi Bufale.net e il BUTAC (Bufale un tanto al chilo) che si occupa di verificare le notizie e i link che circolano su Internet.

5. Interagisci con gli utenti con cui sei in disaccordo

È difficile, lo sappiamo: interagire con le persone con cui siamo in disaccordo può essere molto frustrante. Piuttosto che oscurare coloro che condividono informazioni false e tendenziose per una sorta di “tornaconto” politico o per attaccare il proprio ‘avversario’ è importante interagire. Commentare riportando la verità, il lavoro di siti di fact checking.  Mostrare agli altri un punto di vista diverso sulle informazioni è un modo più impegnativo di combattere la diffusione delle bufale. Ma è estremamente efficace.

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