Facebook avrà il successo di Google o farà la (brutta) fine di Yahoo?

Mark Zuckerberg deve decidere cosa vuole fare da grande...
Successo fallimento

Facebook ha una crisi di identità? Abbiamo parlato varie volte delle diverse anime dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg nel 2004. C’è chi pensa sia un vero e proprio giornale, anche se i dirigenti si affannano a ripetere che non è una media company. È il social network più usato al mondo, ma già si ipotizza uno sbarco in tv. E con le sue innovazioni tecnologiche a volte somiglia più alla Apple che a una web company.

Quando un’azienda si allontana dal proprio core business, i rischi sono dietro l’angoloMa anche tante nuove opportunità. È la storia che divide Google e Yahoo: entrambe impegnate in tanti progetti che in parte si sono allontanati dall’idea iniziale, ma con esiti profondamente diversi. Google continua a macinare profitti. Yahoo, d’altro canto, sembra destinata alla definitiva scomparsa.

E Facebook? Che direzione prenderà?

Una crisi d’identità

eMarketer ha provato ad analizzare quella che chiama una “crisi di identità” di Facebook, che sta diluendo la propria natura originaria in un portfolio di attività vasto ed eterogeneo.

«Come Yahoo e Google, Facebook ha sviluppato – e ha investito in – una molteplicità di attività che a volte sono solo vagamente collegate alla sua piattaforma originaria. Ad oggi, Facebook ha tentato di avventurarsi nell’ecommerce, nei pagamenti, nel gaming, nella messaggistica mobile, nella realtà virtuale, nei set-top box e così via».

Un approccio al business che suona molto simile a quello di Google, che ha raccolto la propria eterogeneità di progetti e piattaforme nella holding Alphabet. Ancora oggi, però, la vasta maggioranza degli incassi dell’azienda vengono dal business delle ricerche. E continua a macinare utili. Nell’ultimo trimestre del 2016, le revenue di Alphabet sono incrementate del 22%.

Facebook, allo stesso modo, è cresciuto del 50%, mentre Yahoo ha visto una contrazione di circa il 4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Eppure, anche l’azienda fondata da David Filo e Jerry Yang, nel corso della sua storia più che ventennale, ha visto centinaia di acquisizioni e la creazione di tante branche in settori diversi. Qual è la differenza che ha distino Google da Yahoo?

Servizi vs. contenuti

La differenza tra Yahoo e Google potrebbe stare tutta qui: servizi vs. contenuti. Yahoo è nato come un portale, ha anzi definito il concetto stesso di portale Internet dalla sua nascita. In questo senso, il suo core business sono sempre stati i contenuti, in grado di catturare un’audience massiva, a cui poi “rivendere” i banner e gli ads degli investitori.

Google invece somiglia più a un eccellente fornitore di servizi. Facciamo l’esempio della mail. Una ricerca di Bluecore ha indicato chiaramente che i più giovani utilizzano ormai quasi esclusivamente Gmail. I loro genitori, invece, i Baby boomer, avevano maggiore familiarità con le piattaforme più “vecchie”, come Yahoo. Anche Google lavora con i contenuti, ma non tanto sul versante della produzione, quanto sulla fruizione: motori di ricerca, servizi video (YouTube) e così via.

E questa è la chiave vincente dell’azienda di Mountain View. I gusti del pubblico riguardo i contenuti fruiti sono infatti mutevoli e i creatori hanno spesso difficoltà ad adeguarsi nel corso degli anni. Mentre i servizi sono meno soggetti ai capricci delle mode del momento.

Che fine farà Facebook?

La conclusione di eMarketer è che, malgrado assommi in sé aspetti di entrambe le aziende, Facebook somigli di più a Google che a Yahoo!. L’azienda di Zuckerberg, infatti, lavora molto con i contenuti, ma è essenzialmente un servizio che serve a relazionarsi con le altre persone (pensiamo al boom di servizi come Messenger e WhatsApp), ma anche con i brand, i movimenti politici, le ong e così via.

Ai più giovani Snapchat può piacere più di Facebook (ed è così, almeno negli States), ma questo non vuol dire che abbandoneranno il secondo.  «Anche se gli adolescenti non amano più Facebook, e certamente non credono che sia “cool”, è semplicemente troppo utile per non essere utilizzato», spiega l’analista Mark Dolliver, di eMarketer. Facebook è forte perché dà la possibilità di connettere virtualmente miliardi di persone sul pianeta.

Lo dicono i numeri. Tra novembre 2014 e novembre 2016 la penetrazione di Facebook tra i teenager è cresciuta del 6%, dal 59 al 65%:

Foto in evidenza: Chris Potter

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