Perché i giornali italiani danno notizie fake?

"Donald Trump vuole abbattere la Statua della Libertà": ma è satira. E i giornali italiani ci sono cascati...
"Donald Trump vuole abbattere la Statua della Libertà": ma è una notizia fake

Come fai a non credere a un professore universitario di giornalismo? Christorpher Lamb, sull’Huffington Post, ha scritto qualche giorno fa di una conferenza stampa con Donald Trump. Il presidente-eletto ha dichiarato di voler tirare giù la Statua della Libertà, simbolo degli Stati Uniti d’America in tutto il mondo. La ragione? “Incita alla discriminazione”, scrive Lamb. Peccato che si sia trattato di un fake colossale. Lamb è un’autore, scrittore ed esperto di giornalismo che ‘inventa’ notizie con intenti satirici. Un po’ come fa Lercio in Italia, che mette alla berlina la politica e un certo tipo di giornalismo sensazionalistico.

Basta guardare alcuni dei suoi titoli sull’HuffPost per rendersene conto:

  • Satana resta il membro più autorevole dei Repubblicani ad appoggiare Trump ufficialmente
  • Gli psicologi: “La voce di Trump causa Mania, Belligeranza e Impotenza nei Ratti – Eppure i Ratti sono ancora convinti di votare per lui”
  • Il nuovo Quiz Show della Fox: “Sei più stupido di un supporter di Trump?”

La fake news sulla Statua della Libertà

«Non ha senso dire a tutto il mondo: “Non siete i benvenuti negli USA a meno che non vi invitiamo noi” e poi lasciare questa vecchietta (riferendosi alla famosa Statua, ndr) fuori dalla porta di casa che dice “Venite e restate tutto il tempo che volete”»: ecco le ‘esatte’ parole che Trump ha usato in questa conferenza stampa fake. E ha aggiunto:  «Ho vissuto tutta la vita a New York e non ci sono mai andato: perché qualcuno dovrebbe? Non ci va nessuno».

E pensare che la Statua della Libertà gli ha persino “risposto”: «Mandatemi le persone stanche, i poveri, le masse rannicchiate per il freddo che anelano a respirare la libertà». Si tratta in realtà di una poesia scritta da Emma Lazarus, posta sul piedistallo che sorregge la Statua.

Nel pezzo si aggiunge che uno dei reporter presenti alla conferenza stampa sarebbe stato arrestato dalla polizia di New York. Perché? Aveva suggerito che Melania Trump, la moglie del presidente-eletto, fosse un’immigrata clandestina.

Fake news: ci sono cascati tutti

Molti giornali italiani ci sono cascati. Davvero tanti. Secondo Il Post, avrebbero pubblicato la notizia come vera anche colossi come RepubblicaIl Corriere della Sera, Il Giornale, TG La7 e Rai News. Provando a fare una ricerca su Google, oggi, in molti se la sono cavata aggiungendo una locuzione prima delle finte dichiarazioni di Trump. Formule come ‘Satira scatenata’. Un modo come un altro per tenere il pezzo online e pararsi…la credibilità!

Repubblica ha ammesso l’errore, scusandosi con i lettori.

Resta il fatto che una notizia palesemente inventata sia finita praticamente su tutti i giornali e telegiornali. Perché? Probabilmente è la caccia al sensazionalismo a tutti i costi che fa fare errori marchiani. Ma anche l’ansia di ‘andare online’ prima di tutti, prima degli altri, per acchiappare tutti i clic possibili. È il web, bellezza: una guerra continua sulla velocità. Non importa che la notizia fake sia girata all’impazzata sui social network e che in molti, probabilmente, crederanno ancora che sia vera.

Notizie vere, che invece sono molto più gravi e importanti per il pubblico, fanno fatica a diventare virali. Come riassume bene Arianna Ciccone, giornalista, ideatrice dell’International Journalism Fest di Perugia: «Manipolare, disinformare, farsi megafono di propaganda, diffondere notizie non verificate, o sminuire gravità di altre è fake news o meglio “misinformation”, e inquina il dibattito pubblico e la formazione delle opinioni», ha scritto in un post su Facebook che vi riproponiamo:

Fake News: “L’accozzaglia di Renzi”

C’è un altro caso di notizia falsa girata ovunque in Rete, stavolta riguardo la politica “di casa nostra”. Come ha scritto Luca Sofri, una dichiarazione di Matteo Renzi su una presunta ‘accozzaglia’ contro di lui per batterlo al Referendum è stata completamente travisata. Da tutti.

C’è Mario Monti, che ci ha fatto una dichiarazione contro. C’è Pierluigi Battista sul Corriere. C’è Repubblica.

Come conclude Sofri, riportando anche il video originale da cui la dichiarazione è stata estrapolata,

«allo stato dei fatti Renzi non ha dato dell’”accozzaglia” ai frontmen del No – per quanto vada sottolineando le loro diversità politiche – e meno che mai agli elettori del No. Ripeto, che so che aria tira: non è una difesa di Renzi, che è capace di peggio. È che senza questa errata trascrizione il rimprovero di Battista di ieri non sarebbe stato scritto. E la lettera di Monti di oggi – quasi una pagina – non ha fondamento. E due giorni di polemiche e di sensibilità offese sono state un’inutile e capricciosa perdita di tempo, basata solo sul sentito dire e sui report “ricostruiti” dei giornali. E non c’è niente di strano: va così il dibattito politico italiano, ogni giorno».

Fake News e Facebook: il piano di Zuck

In risposta alle recenti polemiche, che sono partite anche da Barack Obama, sulla presunta correlazione tra la vittoria di Trump e le notizie fake che diventano virali su Facebook, Mark Zuckerberg è dovuto intervenire per correre rapidamente ai ripari.

Se prima ha dichiarato ‘folle’ l’idea che le notizie false possano in qualche modo influenzare il voto delle persone, ha poi annunciato una serie di modifiche all’algoritmo del social per limitarne la diffusione.

In un post su Facebook, Zuck ha annunciato le modifiche tecniche:

  • Migliori sistemi tecnologici per identificare le notizie che gli utenti potrebbero indicare come false, ancor prima che lo facciano.
  • Rendere più semplice e veloce il sistema di segnalazione delle notizie fake da parte degli utenti.
  • Verifiche sulla veridicità delle notizie da parte di enti terzi.
  • Sistema di riconoscimento per ‘marchiare’ chiaramente le notizie indicate da terze parti o dalla community del social.
  • Lavoro in sinergia con giornalisti e altri esperti di media per ricevere dritte e insegnamenti su come migliorare i sistemi di fact-checking, “controllo dei fatti” delle notizie.
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