La Germania vuole multare Facebook. Ecco perché…

500mila euro di multa per ogni fake news divulgata. La proposta dei socialdemocratici tedeschi
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La Germania vuole multare Facebook con 500mila euro per ogni notizia falsa divulgata sul social. Questa è la proposta shock di Tomas Oppermann, presidente del Partito Social Democratico tedesco. Quartz svela che Opperamann chiede a Facebook di creare degli uffici Paese per Paese con il compito di cancellare le notizie false e quelle che incitano alla violenza.

Fake news: Germania multa Facebook di 500mila euro

Quartz spiega la proposta completa del partito Social Democratico: se questi “uffici” con la funzione di verifica e pulizia delle fake news non faranno il loro lavoro entro 24 ore, sarà richiesto al social network di pagare una multa di 500mila euro per ognuna delle notizie false divulgate.

Secondo il Financial Times la “mossa” è una risposta al timore dell’influenza che il social network potrebbe avere sulle elezioni tedesche, previste per il prossimo anno.

Il pensiero è sempre rivolto alle ultime elezioni americane che secondo molti analisti sono state condizionate dalle fake news circolate sul conto dei due candidati, Donald Trump e Hilary Clinton.

Anche se Mark Zuckerberg ha dichiarato che è “un’idea folle” quella di legare la vittoria di Trump alle fake news circolate sul social network durante la campagna elettorale, nuove analisi come quelle di Vox raccontano tutta un’altra storia.

Il magazine online americano riporta uno studio condotto attraverso un tool chiamato Buzzsumo, che ha messo a confronto le performance sulle notizie elettorali più lette su siti come il New York Times e Huffington Post con “le fake news” divulgate sul social network, del tipo “Papa Francesco sostiene Trump nelle elezioni” oppure “Uomo si suicida in appartamento, agente dell’FBI lega l’accaduto allo scandalo delle email della Clinton”.

L’analisi si è focalizzata su 40 news realizzate nei tre mesi che hanno preceduto le elezioni americane, 20 reali e 20 palesemente false. Ne è venuto fuori che le seconde hanno superato di gran lunga le prime come numero di condivisioni, reazioni e commenti, come dimostra il grafico.

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Fake news: Facebook editore o meno

La radice del problema è in realtà la natura stessa del social network che dovrà decidere se evolversi e diventare una media company (con tutti gli oneri che comporta in termini di accertamento delle fonti e le conseguenze, come querele e multe), o restare una semplice piattaforma di distribuzione dei contenuti.

Nel caso della seconda ipotesi, che sembra quella più papabile anche viste le dichiarazioni di Mark Zuckerberg, Facebook non potrà più gestire in modo così arbitrario la censura, con scelte che sono decisamente politiche. Come quella di chiudere la pagina di un gruppo di attivisti palestinesi per un accordo con il governo israeliano. Oppure scelte che hanno fatto molto discutere come la censura della celebre foto della bambina e del napalm scattata nel 1967 dal fotografo Nick Ut, a cui sarebbe poi stato conferito il Premio Pulitzer.

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