Raccolta fondi sul web per le vittime di Bowling Green (ma è una bufala)

Truffa, burla o "resistenza" civile al razzismo?
Bowling Green

La post-verità può arrivare al punto che venga creato un fondo per le vittime di un attacco terroristico che in realtà non è mai avvenuto? Può succedere, soprattutto quando la bufala viene da fonti molto in vista come lo staff del presidente degli Stati Uniti d’America. Ma non si tratta di una truffa: ecco cosa è accaduto davvero.

Come t’invento un attentato

Bowling Green è una città di 60mila anime nel Kentucky, negli USA. È la terza  per popolazione, di quello Stato e raramente balza agli onori delle cronache nazionali e internazionali. Almeno è andata così fino a quando Kellyanne Conway non ha ricordato, in un’intervista alla MSNBC, il “Massacro di Bowling Green”, attentato terroristico, opera di due rifugiati iracheni, che sarebbe avvenuto nella città americana:

Nell’intervista, Conway ricorda il bando di 6 mesi che l’amministrazione Obama impose sull’ingresso dei rifugiati iracheni nel Paese, nel 2011. Un bando che era stato messo in atto, dice sempre Conway, in seguito all’attentato terroristico che due rifugiati iracheni perpetrarono a Bowling Green. Kellyanne Conway è stata campaign manager per la campagna elettorale di Donald Trump e ora è tra i suoi consiglieri più in vista.

E la storia che ha raccontato in diretta TV è (quasi) completamente falsa.

Il massacro di Bowling Green non è mai avvenuto. Non c’è mai stato un attacco terroristico nella città. E nemmeno il bando di 6 mesi dell’amministrazione Obama era un vero e proprio bando.

In realtà, nel 2011 l’FBI arrestò in Kentucky due rifugiati iracheni con l’accusa di terrorismo. La misura cautelare era arrivata in seguito a una scoperta inquietante: le impronte di uno dei due rifugiati erano state ritrovate su una bomba, in Iraq. Da quel momento, e per i 6 mesi successivi, l’amministrazione Obama impose uno scrutinio più attento per i rifugiati provenienti dal Paese mediorientale. Ecco perché gli ingressi calarono sensibilmente, ma la misura era molto diversa da quella attuata da Trump negli ultimi giorni (di cui vi abbiamo parlato qui).

La raccolta fondi fasulla

Unisciti a noi per aiutare coloro che ne hanno bisogno. Dona ora”. Ecco come recita l’header della pagina web creata per raccogliere fondi in onore delle vittime del massacro in Kentucky, “The Bowlung Green Massacre Victims Fund”.

«Tutti noi abbiamo ancora la vivida memoria dell’orrore avvenuto a Bowling Green, ma alcuni devono rivivere quei momenti ogni giorno, mentre lavorano per ricostruire una comunità devastata», leggiamo.

Si tratta ovviamente di una finta raccolta fondi. O meglio, i soldi raccolti sono veri, ma non vanno alle “vittime” di Bowling Green e alle loro famiglie. Qualcuno ha pensato a una truffa ben congegnata. Ma in realtà la situazione è un po’ diversa. Cliccando sul bottone “Donate Now”, infatti, il link rimanda all’ACLU. L’American Civil Liberties Union, associazione non governativa che si batte per i diritti civili negli States, ha tra i propri obiettivi l’inclusione e l’apertura verso le minoranze etniche e religiose e quindi nei confronti di migranti e rifugiati.

L’ACLU si era opposta in maniera ferma al Muslim Ban, il bando temporaneo all’ingresso negli USA di migranti e rifugiati da 7 Paesi a maggioranza islamica. Insieme ad altre associazioni, aveva presentato ricorso contro il provvedimento di Donald Trump, ottenendo il blocco del bando da parte di un giudice federale.

Contatta da VOX, l’ACLU ha dichiarato di non essere in alcun modo legata al sito web che raccoglie fondi per Bowling Green.

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