Rudy Bandiera a SocialCom19, “Uno dei grandi problemi del nostro tempo è senza dubbio la polarizzazione dell’informazione”

Comunicare significa trasmettere ad altri e informare significa dare notizie, tutti possono fare comunicazione nella misura in cui sono capaci di farla ma per informare si devono avere delle notizie
Rudy Bandiera
Rudy Bandiera

Rudy Bandiera di NetPropaganda interverrà alla quinta edizione di SocialCom19

Rudy Bandiera di NetPropaganda interverrà alle ore 17 nel corso del panel “Influencer è diventato mainstream? Come coniugare successo e credibilità sulla rete. Parlano i protagonisti”. Prima dell’evento del 10 Dicembre alla Camera dei Deputati, come a tutti i relatori, abbiamo rivolto qualche domanda a Bandiera.

  • Il macro tema del nostro evento è la comunicazione al tempo dei social, come delineerebbe lo scenario in un tweet?
    Lo scenario dell’informazione a causa (o grazie) ai social è sempre più frammentato e i punti di riferimento sempre più vaporizzati.
  • Disintermediazione, fake news, certificazioni delle fonti e libertà di espressione, sostenibilità economica dei modelli editoriali: su questi temi si gioca il futuro dell’informazione ed in parte anche la qualità delle nostre democrazie. Quale può essere un possibile punto di equilibrio tra gli interessi in gioco?
    Credo si debbano trovare nuovi modelli di business che possano essere sostenibili per tutti. Uno dei grandi problemi del nostro tempo è senza dubbio la polarizzazione dell’informazione. Si tratta di questione sempre esistita ma che oggi prende pieghe e contorni titanici. L’informazione deve essere plurale e per esserlo deve diventare sostenibile. Penso per esempio a nuovi sistemi di micro-pagamento e al cambio di paradigma culturale secondo cui la BUONA informazione non debba essere gratis.
  • All’epoca della disintermediazione ha ancora senso tracciare un confine tra comunicazione e informazione?
    Comunicare significa trasmettere ad altri e informare significa dare notizie. Direi che sono una figlia dell’altra quindi più che tracciare un confine traccerei una forma piramidale: tutti possono fare comunicazione nella misura in cui sono capaci di farla ma per informare si devono avere delle notizie (o, ahimè, crearle). La differenza esiste eccome.

Il pensiero di Rudy Bandiera sulla polarizzazione

  • Viviamo in una società estremamente polarizzata in cui le persone si radicano sempre di può alle proprie opinioni. Questo effetto di polarizzazione è una conseguenza dei social o i social amplificano una tendenza che già esiste nella società?
    Siamo tutti tifosi, da sempre. L’effetto “filter bubble” amplifica un fenomeno che esiste da sempre, lo fa percepire maggiormente e ci spiazza: non sappiamo più chi o cosa ascoltare perché possiamo trovare tutto e il suo contrario. Se siamo convinti di una cosa “il sistema” farà di tutto per lasciarci nella nostra convinzione ed anzi, di solidificarla, renderla granitica. Ecco, il problema è nella mancanza di consapevolezza di questo punto, non nella sua esistenza.
  • Negli ultimi tempi le aziende si stanno ponendo sempre più il problema dei temi etici e della sostenibilità. Questa necessità quanto nasce dalla spinta che arriva dalla rete?
    No, non credo. Questa necessità arriva dal nostro spirito di conservazione che, a dispetto delle leggi, dei social e dei potenti che ci governano, è e rimane il più importante motore dell’evoluzione umana.

Ringraziamo Rudy Bandiera per questa intervista e per la sua partecipazione al prossimo Socialcom 19. È grazie alla sua disponibilità e quella degli altri relatori che Socialcom – La comunicazione al tempo dei social è un convegno dal rilevante contributo contenutistico e scientifico e l’unico in Italia che offre alta formazione gratuita per tanti giovani. L’appuntamento è per il prossimo 10 Dicembre alla Camera dei Deputati. Per info e accrediti:info@socialcomitalia.com

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