VentureApp: arriva il WhatsApp per i professionisti

Una startup americana realizza un servizio di messaggistica antispam per aziende
VentureApp WhatsApp, Linkedin

Presto ci sarà un WhatsApp dedicato a chi fa business. L’idea è di una startup americana, VentureApp che sta realizzando un servizio di messaggistica (oggi in beta) per aziende e professionisti. Così punta a superare LinkedIn che non è mai riuscita a creare una “chat” capace di spaccare il mercato.

VentureApp: il WhatsApp per professionisti

La startup fondata da Chase Garbarino più di un anno fa, è nata come marketplace per far incontrare le aziende e i professionisti. Il founder, col tempo, si rende conto che gli utenti erano particolarmente fedeli a un servizio di messaggistica che la startup ha inserito nella sua piattaforma. Decide allora di implementarlo.

D’altronde il mercato è propizio: mentre alcune app di messaggistica come Messenger e WhatsApp sono cresciute rapidamente, la chat di LinkedIn non ha mai davvero funzionato. Il problema maggiore è causato dai messaggi spam che abbondano sulla piattaforma e allontanano gli utenti dall’uso del servizio.

VentureApp: un servizio di messaggistica antispam

Per avere un’idea innovativa bisogna a volte semplicemente migliorare ciò che già esiste. È da qui che è partito Garbarino. Il suo servizio ti consente, dopo esserti loggato, di connetterti al tuo Gmail, Apps o Outlook, come ai tuoi contatti LinkedIn. E poi iniziare a chattare all’interno della piattaforma. Le chat non sono tuttavia aperte a tutti, bisogna essere scelti per farne parte e questo limiterebbe, secondo il founder, la possibilità di spam o messaggi indesiderati.

Diverso anche è il modello di business rispetto a LinkedIn. Mentre il social network comprato da Microsoft fa soldi facendo pagare gli utenti che vogliono inviare “InMail” ad altri professionisti del network, VentureApp fa pagare solo le aziende che vogliono avere una presenza sulla piattaforma così da essere raggiunte più facilmente dai loro consumatori.

VentureApp: i numeri

Recentemente, come spiega TechCrunch, la startup ha ottenuto 4 milioni di finanziamento. Oggi può contare su un team di 30 persone e 200 aziende che pagano per usufruire dei suoi servizi.

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E-life
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